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Ti aspettiamo!

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Presìdio di libri.

Il primo ottobre, la nostra piccola biblioteca di quartiere ottiene un riconoscimento importante.

L’Associazione Nazionale Presìdi del Libro accoglie Little Free Library via Aliperti, 70 – Saviano (Na) nella rete nazionale del suo progetto di promozione del libro (consulta la mappa dei presìdi qui).

Lo scopo di tale Associazine, nata nel 2002 per volontà di otto editori, ovvero AddaBesaB. A. GraphisCacucciDedaloEditori LaterzaManniProgedit., è quello, nobilissimo e senza scopo di lucro, di “promuovere la lettura dei libri come strumento di crescita culturale e civile” (cfr At. 2 dello Statuto).

L’idea dell’editore Giuseppe Laterza, nel 2001, era proprio quella di mettere in rete il movimento per la promozione del libro e della lettura, già esistente nel territorio nazionale, coordinando le energie ed intercettando i  bisogni che vengono ‘dal basso’.

La nostra piccola biblioteca di quartiere è molto fiera di far parte di questo progetto, accanto a biblioteche, gruppi di lettura e tutte le altre realtà che compongono il movimento per la promozione della lettura e del libro.

Vi invitiamo a consultare la Carta Dei Presìdi, perciò, che costituisce il documento programmatico che anche Little Free Library di via Aliperti n. 70 – Saviano (Na), si impegna a rispettare, condividendone i principi.

Il prossimo obiettivo è quello di individuare un PROGETTO TEMATICO, per il nuovo anno, da realizzare tutti insieme, nello spirito di condivisione che contraddistingue ogni nostra iniziativa e , più in generale, il nostro amore per i libri e la lettura.

Grazie a quanti hanno sostenuto la nostra piccola biblioteca di quartiere, credendo possibile che, da una piccola casetta di libri, potesse iniziare una bella avventura.

Francesco, il Divino, l’Amore. Riflessioni di Bartolomeo Di Giovanni (Theo Jhon#Scalzo44).

Vi proponiamo, qui, le riflessioni di Theo Jhon#Scalzo44 su Francesco d’Assisi, sul significato dell’Amore, sul rapporto con il Divino e molto altro ancora.

Un dono per tutti gli amici di questo Cafe, da parte di un Autore, già nostro ospite, che apprezziamo molto.

Grazie a Bartolomeo Di Giovanni.

“In Francesco ritrovo il compimento dell’Amore, della coscienza libera che, dopo il passaggio nel mondo della materia, lo ha trasvalutato senza passare dalla analisi, ma attraverso prove dicotomiche, dove ha prevalso l’essenza dell’uomo.

Per cosa è stato creato l’uomo?

Non potremmo arrivarci, se non attraverso finestre che si aprono nel petto per mezzo di sassi che si scagliano con violenza. L’uomo potrebbe trascendere, oltrepassare tutto ciò che si affretta a costituirsi come momento di estasi ma si conclude con il vuoto nel vuoto.

Francesco passa dalla ricchezza materiale alla ricchezza dello spirito grazie al sentimento che percepisce e che non potrà spiegare se non con le lodi verso la meraviglia della natura.

Francesco è la storia compiuta del Qohèlet (1) insieme al Cantico dei Cantici biblico. Da un lato, la saggezza, la consapevolezza che “Tutto è vanità” e “c’è un tempo per ogni cosa”, che tutto sembra essere inutile, ma dobbiamo chiederci se Qohèlet sia “pessimista”, “realista” oppure un uomo disilluso…

Assolutamente è altro. Francesco comprende che esiste una legge (Dio) imprescindibile dalle “scelte umane”, dal volere dell’uomo che è sempre in corsa, ma tutto è fumo, il vero senso è la percezione interiore del divino, ecco realizzarsi dopo tante peripezie la conquista o, per dire meglio, la presa di coscienza dell’Amore eterno, che inizia qui sulla terra per continuare aldilà della vita.

Oltre la vita, ha un senso Dio?

Oltre la vita sicuramente, scientificamente parlando, ci si trasforma, non sappiamo di un Regno se non lo sperimentiamo prima nel nostro Microcosmo, riflesso Macrocosmico.

Sulamita ed il suo Amato si riconoscono come due enti che reciprocamente si respirano. Quindi, attraverso la presa di coscienza che la vita senza Grazia è nulla, attraverso il sentire l’Amore, si realizza il progetto enigmatico della esistenza.

Francesco e Chiara, trasvalutano il corpo e si vivono con i mezzi del corpo, in anima. Il guardarsi è il donarsi luce e scrutare l’uno l’essenza dell’altra, amore che non ha inizio né fine, ma comprensione e accoglienza dell’esserci.

Francesco lascia, non dimentica,  ed inizia pietra su pietra a restaurare la propria anima, com-prende il valore del donar-si e dell’accoglienza.

La scoperta dell”Essenziale necessario per vivere, la collaborazione con chi ha lasciato tutto, ed il prosieguo amoroso con Chiara, fa sì che Francesco, affacciandosi dalla vetta della vita, si accorga che tutto fluisce, ma con gli occhi dell’Amore, e straripa la gratitudine verso il Divino per la preziosità di tutti gli elementi donati.

Quanti Francesco? Quanti Chiara? Il mondo potrebbe cambiare se iniziassimo a considerarci Schegge divine, completate dalle note di quella “follia” tanto declamata oggi, altro non è se non Amare…”

1- Qohèlet : participio femminile dall’Ebraico Antico. Il significato corrisponde a “colei che accoglie” o adunanza.

L’immagine in evidenza è gentilmente concessa da Theo Jhon.

 

4 ottobre, San Francesco d’Assisi.

«Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so’ le laude, la gloria e ‘honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli che ‘l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali;

beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate»

«Altissimo, Onnipotente Buon Signore, tue sono le lodi, la gloria, l’onore e ogni benedizione.

A te solo, Altissimo, si addicono e nessun uomo è degno di menzionarti.

Lodato sii, mio Signore, insieme a tutte le creature, specialmente il fratello sole, il quale è la luce del giorno, e tu tramite lui ci illumini. E lui è bello e raggiante con un grande splendore: simboleggia Altissimo la tua importanza.

Lodato sii o mio Signore, per sorella luna e le stelle: in cielo le hai formate, chiare preziose e belle.

Lodato sii, mio Signore, per fratello vento, e per l’aria e per il cielo; quello nuvoloso e quello sereno, ogni tempo tramite il quale alle creature dai sostentamento.

Lodato sii mio Signore, per sorella acqua, la quale è molto utile e umile, preziosa e pura.

Lodato sii mio Signore, per fratello fuoco, attraverso il quale illumini la notte. È bello, giocondo, robusto e forte.

Lodato sii mio Signore, per nostra sorella madre terra, la quale ci dà nutrimento e ci mantiene: produce diversi frutti variopinti, con fiori ed erba.

Lodato sii mio Signore, per quelli che perdonano in nome del tuo amore, e sopportano malattie e sofferenze.

Beati quelli che sopporteranno ciò serenamente, perché saranno premiati.

Lodato sii mio Signore per la nostra morte corporale, dalla quale nessun essere umano può scappare, guai a quelli che moriranno mentre sono in situazione di peccato mortale.

Beati quelli che la troveranno mentre stanno rispettando le tue volontà. La seconda morte, non farà loro alcun male.

Lodate e benedite il mio Signore, ringraziatelo e servitelo con grande umiltà.»

San Francesco d’Assisi, Cantico delle Creature – 1226 circa.

 

foto dal web.

Tre libri da leggere per la Festa dei nonni.

Per la Festa dei nonni, che ricorre oggi 2 ottobre, vi  suggeriamo tre libri che raccontano storie nelle quali essi sono i protagonisti: Il melo del nonno, di Fatima Fernandez Mendez e Cecilia Varela, di Edizioni Primavera; Sai fischiare Johanna?, di Ulf Stark, edito da Iperborea e Il nonno che aggiustava i sogni,  di Uri Orlev,  pubblicato da Feltrinelli.

Si tratta di un albo illustrato, il primo, di cui vi  abbiamo parlato nella nostra recensione (leggila qui) apparsa su http://www.ilclubdellibro.it, una delle prime proposte di una casa editrice molto promettente, di Cervinara Irpina, Primavera Edizioni, rivolto ai bambini a partire dai tre anni.

Un libro da leggere per il potere della storia, ma soprattutto per quello delle immagini, che ci accompagnano  in un viaggio alla scoperta della nostra memoria, della quale il nonno solo può essere il custode. Le bellissime illustrazioni accolgono il lettore in un mondo pieno di calore ed affetto speciali, di cui solo i nonni sono capaci,  nel quale il piccolo protagonista della storia scoprirà l’immenso valore che nella costruzione della sua direzione esistenziale ha il legame con la sua famiglia.

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Il libro di Ulf Stark, edito da Iperborea, va tenuto nello scaffale più basso della vostra biblioteca perché è un classico della letteratura del Nord Europa, nella quale è specializzato l’editore italiano, scritto da un autore molto prolifico e amatissimo dai giovani lettori svedesi. Una storia pensata per lettori a partire dai sette anni, ma anche per i loro genitori, sull’importanza della figura dei nonni nel percorso di crescita dei propri figli e sull’importanza di coltivarne il rapporto. Ne abbiamo scritto approfonditamente nella nostra recensione apparsa su http://www.milkbook.it (leggila qui).

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Il terzo libro che vi segnaliamo è Il nonno che aggiustava i sogni,  di Uri Orlev,  pubblicato da Feltrinelli.

Età di lettura: a partire da  8 anni – 126 pagine – prezzo: 9 euro

Una storia particolarissima, di un autore molto originale, vincitore del prestigioso Premio Andersen , tradotto in otto lingue.

Uri Orlev, nato a Varsavia nel 1931, sopravvive ai campi di sterminio e scriverà molti libri, alcuni dei quali trovano ispirazione anche da quella terribile esperienza.

La storia narra di Michael, un bambino americano di origini ebree che è costretto a lasciare gli Stati Uniti per tornare nel Paese natale dei genitori, Israele, per assistere, a Gerusalemme, il vecchio nonno, che vive da tempo solo.

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foto dal web

Il rapporto tra Michael e suo nonno è tutto da costruire, ma i due si piacciono subito e saranno complici in  avventure bizzarre e nel mantenere fuori, dal loro straordinario mondo, tutto il resto . Un viaggio onirico, attraverso il quale il piccolo protagonista sentirà il nonno particolarmente vicino a lui, nella sua crescita fatta di piccoli successi, e che lo aiuterà a comprendere che i sogni sono “una leggera divergenza dalla realtà”….

Buona FESTA DEI NONNI!

 

 

Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare.

I PASTORI, Gabriele D’Annunzio. (da Alcyone, 1903)

Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all’Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d’acqua natia
rimanga ne’ cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d’avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!

Ora lungh’esso il litoral cammina
La greggia. Senza mutamento è l’aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquìo, calpestìo, dolci romori.

Ah perché non son io co’ miei pastori?

La notte delle stelle cadenti.

X agosto *

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh!, d’un pianto di stelle lo innondi
quest’atomo opaco del Male!

GIOVANNI PASCOLI, da Myricae

 *prima edizione originale del 1896, questa poesia fu composta da Giovanni Pascoli in memoria del padre Ruggero, assassinato in circostanze misteriose proprio il 10 agosto nel 1867, giorno di San Lorenzo. La poesia fu pubblicata per la prima volta ne Il Marzocco del 9 agosto 1896; successivamente venne inserita nella quarta edizione (1897) di Myricae, nella sezione Elegie.