Lettura e salute. di Alessio Sandalo

Lèggere fa bene. Oltre ad aumentare le conoscenze e la nostra cultura, le ricerche ci dicono che chi legge accresce le abilità di comprensione del testo, mantiene le funzioni cognitive di memoria, concentrazione e attenzione, logica e ragionamento.

I libri insegnano a comprendere il mondo intorno a noi, ad approfondire, a riflettere, a pensare. Propongono la calma, la temperanza. Le emozioni, attraverso la lettura, si esprimono con maggiore consapevolezza, poiché le storie permettono di accedere alla sfera, più ricca, dei sentimenti, ad una più matura e sensibile percezione dei vissuti. L’empatia, ovvero la capacità di sentire l’emotività dell’altro, cosa (e come) sta provando un individuo, un personaggio, è altresì una caratteristica dei buoni lettori, che hanno maggiori chances di fare esperienza del mondo interno altrui. Inoltre, la pagina sollecita una creatività personale, nell’immaginazione, nell’illustrare nella nostra mente i protagonisti, le vicende delle storie che contiene. A differenza infatti delle fiction della televisione, del cinema, i libri lasciano ai lettori la libertà di costruire le proprie immagini, con gradualità, con i propri tempi. Lasciarsi andare all’immaginazione, all’astrazione, ha il potere di sospendere l’esperienza del momento presente e trasportarci in altri mondi, di distanziarci (sollevarci, alleviare la sofferenza) dalla realtà del quotidiano, senza perdere il contatto con essa.
A livello psicologico, dunque, la lettura è un’attività potenzialmente molto ricca di benefìci, a breve e a lungo termine. Le specifiche qualità della lettura, ne fanno una tra le più efficaci risorse di promozione della salute, di benessere.
Anche sul versante della cura, vediamo crescere diverse realtà di sperimentazione, accomunate dall’approccio ormai decennale della libroterapia. Sappiamo da molto tempo, infatti, che non solo lèggere ci mantiene sani meglio e più a lungo; lèggere aiuta a guarire, facilita il processo di autocura.

– LA LETTURA CONDIVISA
I positivi effetti della lettura individuale, si ritrovano, moltiplicati, in contesti in cui la lettura è condivisa. In rete, su internet, si trovano dei portali, come Goodreads, Anoobi, specializzati nel fare incontrare i lettori e le loro scelte di lettura. Sono spazi virtuali, arene dove a volte si accendono dibattiti anche animati sui libri più letti, più venduti, gli scrittori più amati del momento. Personalmente trovo questi siti internet interessanti se gestiti nel rispetto delle diverse posizioni e con criteri di moderazione. Il vero incontro, dal vivo, tra lettori, ha tuttavia un’enorme valore aggiunto: la relazione!

E’ la relazione a restituirci il benessere e il piacere dello stare insieme. I gruppi di lettura sono realtà sociali, più o meno spontanee, in cui la passione individuale della lettura trova una condivisione, un confronto, un volano di idee e creatività.

Essi possono essere l’espressione di una biblioteca pubblica, oppure dell’iniziativa libera di uno o più cittadini. Con l’insieme dei suoi rituali, la storia del gruppo si ricostruisce e si fortifica ad ogni appuntamento. Esistono moltissimi tipi di gruppi di lettura, anche sullo stesso territorio di quartiere, paese, città.

La loro eterogeneità si esplicita nelle diverse scelte di organizzazione e obiettivi e serve a darci una panoramica delle tante possibilità e forme, del pluralismo in cui “leggere insieme”: Le differenze, la ricchezza, la bellezza dei gruppi coprono svariate aree d’azione, tutte degne di attenta valutazione e considerazione (un gruppo di lettura non si improvvisa): – accoglienza dei partecipanti/promozione pubblicità del gruppo (scelta del nome, identità) – comunicazione interna/esterna, utilizzo dei social (pagina facebook, whatsapp, blog … ) – apertura/chiusura all’esterno (essere o no in rete con altri gruppi, collaborare con istituzioni, manifestazioni culturali); partecipare a iniziative pubbliche di promozione della lettura – selezione dei partecipanti (numero minimo-massimo, fascia di età, sesso, preferenze) – luoghi dove lèggere (la sede, un posto fisso o, di volta in volta, un luogo diverso) – gestione delle dinamiche di gruppo, lavoro con le persone: coordinamento, leadership, democrazia interna, divisione dei compiti, regole – strumenti operativi: foundraising, autofinanziamento, forma di associazione (gruppo spontaneo, associazione di volontariato, affiliazione a realtà collettive, etc… ), – frequenza/orari durata degli incontri (calendario a breve/lungo termine), ciclo di vita gruppo – scelta dei testi/contenuti da lèggere – eventuale gestione di una biblioteca condivisa – modalità artistico-espressive della lettura (performances quali video cortometraggi, readings, letture-concerto, riduzioni teatrali/monologhi di brani scelti, mostre d’arte a tema letterario) – contaminazioni/eterogeneità di narrazioni (films, piccoli concerti, ospitare artisti, studiosi).

– SCELTE DI PROMOZIONE DELLA SALUTE.
Come abbiamo visto, sono davvero svariate le modalità, “i come e i perché” si sceglie di incontrarsi tra lettori. In particolare, alcune scelte, più di altre, possono essere considerate facilitanti nella promozione della salute e del benessere. Ad esempio: – i gruppi che facilitano l’inclusione sociale.

Esistono fasce di popolazione a rischio emarginazione, dentro un disagio non riconosciuto, nascosto, persone non viste. I gruppi di lettura possono scegliere di essere aperti, inclusivi, ovvero accettare (e accogliere!) al loro interno anche i non-lettori (che poi sono da considerarsi potenziali nuovi lettori), attraverso proposte pluraliste, eterogenee, momenti di festa, di cena condivisa, appuntamenti leggeri, senza obbligo di lettura, dove sperimentare l’ascolto (senza giudizio), la partecipazione, il divertimento. Si sta insieme senza giudicare, senza esibizionismo, nello spirito del dono.

Questi gruppi vivono “i libri per le persone” e non “le persone per i libri”, il focus sono proprio “le persone al centro”, i libri sono strumenti per le buone relazioni tra persone. – i gruppi che incentivano la sostenibilità. Ci sono gruppi che utilizzano il riuso in ogni sua forma. Sono rispettosi dell’ambiente, degli oggetti e dei luoghi.

Nascono per valorizzare l’esistente, ricostruire e proteggere una biblioteca, (ma anche una memoria storica, un bene della comunità, riutilizzare uno spazio abbandonato, restaurare un’immobile, un mezzo di trasporto) ed offrire nuove dimensioni etiche di condivisione e lettura collettiva. – i gruppi che collaborano.

Ci sono gruppi che fanno rete, sono curiosi degli altri, apprezzano i progetti di scambio, i viaggi e le trasferte, vivono “con” tutta la filiera del libro e della lettura: librerie, scuole, comunità di cura (ospedali, case di riposo, centri diurni), scrittori, editori, biblioteche, festivals, fiere etc… – i gruppi flessibili Mi riferisco a realtà in grado di accogliere il cambiamento, pur mantenendo l’identità di presidio di salute. Sono contesti in cui le trasformazioni intercettano i bisogni e i desiderata dei partecipanti e dei possibili nuovi pubblici. Così come gli organismi viventi, un gruppo genera salute se esprime buona capacità di adattamento, di evoluzione, di trasformazione.

La flessibilità, la duttilità è segno di vitalità, energia, forza dei componenti. E’ una resilienza alla precarietà del mondo attuale. Per sopravvivere tutti, anche i gruppi, devono periodicamente reinventarsi senza snaturarsi. Darsi nuovi obiettivi e gratificarsi durante il percorso, percepire che si è parte di un processo, di un cammino che muove a nuovi incontri, attività, conoscenze. – leggere per gli altri. Questa caratteristica descrive l’inclinazione etica di un gruppo.

Molti gruppi di lettura scelgono di utilizzare lo strumento del volontariato per offrire le proprie letture a soggetti esterni al gruppo. Si costituisce dunque un gruppo di lettori volontari che periodicamente leggono ad alta voce ad altre persone, realizzando un gesto di generosità, solidarietà, dono, un atto di salutogenesi. Tali gruppi si riconoscono in un mandato di massima condivisione comunitaria della loro attività, svolgendo una vera e propria funzione di cura. Donando la propria voce, il lettore crea un legame speciale, una presenza di ascolto, non invadente, una relazione rispettosa delle differenze, accettante.

– LA LETTURA AD ALTA VOCE.
Oltre a lèggere in gruppo, lèggere ad alta voce costituisce un’altra formidabile opportunità di lettura condivisa, ad alto significato di salutogenesi. Similmente al canto, la nostra voce, prestata al racconto di una storia, di un testo scritto, è un canale di espressione delle emozioni eccezionale, rilassante e catartico.

Nella lettura ad alta voce, abbiamo un doppio esercizio di decentramento. Per prima cosa, diamo espressione ad una storia che non abbiamo scritto noi (e che non è stata scritta per essere letta ad alta voce). In secondo luogo, diamo voce e riadattiamo una storia in un modo che sia comprensibile (e godibile, piacevole) da chi ci ascolta, che è il vero protagonista della nostra lettura.

Il rispetto delle differenze tra noi, la pagina scritta e l’ascoltatore necessita quindi di buone abilità di adattamento. Non si tratta certo di un’operazione estetica (o solo estetica); i lettori di cui ci occupiamo non sono attori professionisti né hanno nozioni di dizione o lettura espressiva. Si vuole invece riflettere sul senso relazionale di una lettura ad alta voce. A differenza dei bambini, pochi adulti sono avvezzi ad ascoltare una lettura. Non vi sono contesti sociali in cui trovare queste letture, se non alle presentazioni di libri in libreria, spesso con esiti di profonda noia o addirittura fastidio.

Naturalmente, oltre a frequentare corsi appositi, a leggere ad alta voce si può apprendere con un esercizio costante e un’esperienza il più ampia possibile. Si impara leggendo a più persone diverse, testi più o meno brevi, con l’ottimismo che questo training ci fornirà le buone pratiche per leggere bene. Le vere e proprie tecniche di lettura sono riassumibili in poche essenziali regole: – rispetto per l’ascoltatore (non imporre mai nulla) – rispetto di tempi di lettura brevi (5-10 minuti), soprattutto quando siamo agli inizi. – Divertirsi, emozionarsi, se stessi e chi ascolta – sperimentare, giocare, mettersi in gioco, senza (pre)giudizio La voce è un indicatore straordinario della nostra salute. Ci dice se siamo tesi, tranquilli, riposati, stressati. Rivela, come una cartina da tornasole, il nostro stato di benessere/disagio, nelle molte o poche sfumature di tono, colore, timbro, nei ritmi e nelle pause.

Come la nostra immagine corporea, i suoni e le vocalizzazioni che emettiamo, possono facilitare o complicare l’incontro con l’altro. Se prendiamo consapevolezza di come utilizziamo la nostra voce, possiamo riconoscere anche negli altri i diversi stati emotivi, acquisiamo competenze di intelligenza emotiva, di empatia. La bellezza, ancora una volta, è la pluralità delle espressioni vocali, la versatilità con la quale raccontiamo le storie e le persone del nostro mondo.

Esprimere una pagina con una voce interessante, non è mai un atto esibizionistico, ma un bel modo di reinventare l’opera scritta. Ciò che è affascinante, è proprio la trasformazione del testo. Esso, letto ad alta voce, non sarà lo stesso che abbiamo letto in solitudine, rivive della nostra interpretazione, della nostra speciale sensibilità di lettori e di ascoltatori. Inoltre, la lettura ad alta voce, se non è un audiolibro ma si compie dal vivo, viene a completarsi dalle azioni del paraverbale: espressioni del viso, gestualità, movimenti del corpo sul posto e nello spazio, che il lettore, più o meno consapevolmente ci dona.

La relazione e le letture ad alta voce vivono di questi particolari segnali e commenti, e creano delle performances irripetibili, poiché il risultato sarà lo stato d’animo creato, non solo da quella pagina, da quel racconto, ma da quella voce in quel momento preciso di tempo di vita, dato dall’incontro tra quelle due, uniche persone, il lettore e l’ascoltatore (o tra diversi lettori e gli ascoltatori, il pubblico).

 

Alessio SandaloPsicologo psicoterapeuta, formatore, speaker. Si occupa della promozione della salute e di Libroterapia attraverso la lettura in progetti psico-sociali sul territorio. Studia il fenomeno dei gruppi di lettura e ne cura la progettazione e nascita in collaborazione con AIB Associazione Bibliotecari Italiani. Legge ad alta voce e conduce su Radio Beckwith la trasmissione “Ciak, si legge”. Ha studiato teatro e uso della voce con Ezio Bosso, Guido Castiglia e Federico Vallillo. Recentemente si è formato con Pietro Tartamella, con Elena Zegna e il progetto “Nati per Lèggere”. Ha collaborato con varie compagnie partecipando a spettacoli e reading letterari, performances collettive. Ha collaborato con Federico Batini creando e coordinando il Circolo “LaAV Letture ad Alta Voce” di Torino. Ha realizzato letture-concerto in Piemonte per le Biblioteche Civiche Comunali di Torino, l’Associazione Immagine per il Piemonte, SBAM Servizio Bibliotecario Area Metropolitana. Insegnante di lettura espressiva, lettura ad alta voce. Legge in occasione di presentazioni di libri e di Premiazioni letterarie (MI.To e altri…)

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Pubblicato da

Marianna De Stefano

Avvocato , mamma di due bambini, curiosa appassionata di libri. Lettrice formata Nati Per Leggere. Da due anni favorisce il libero scambio dei libri attraverso la Little Free Library sita in Saviano (Na), alla via Aliperti 70, uno spazio nel quale si organizzano anche eventi gratuiti ed attività di promozione della lettura per adulti e bambini. Ha scritto articoli per siti di interesse culturale, quotidiani on line e per riviste. Collabora con associazioni , gruppi spontanei, insegnanti di varie discipline, presenti sul territorio, per eventi culturali gratuiti . Redattrice de Il Club del Libro (http://www.ilclubdellibro.it/chi-siamo.html), collabora come guest writer con il sito di letteratura per l'infanzia www.milkbook.it

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