E’ in corso un trasloco: visita il nuovo sito www.littlefreelibrary.it!

Carissimo lettore,

grazie per aver visitato questo blog.

Da oggi in poi, ti invitiamo a collegarti al nostro nuovo sito www.littlefreelibrary.it  sul quale potrai trovare tutti i nostri aggiornamenti, ma anche le notizie e gli articoli che potresti visionare navigando qui.

Ti aspettiamo!

Presìdio di libri.

Il primo ottobre, la nostra piccola biblioteca di quartiere ottiene un riconoscimento importante.

L’Associazione Nazionale Presìdi del Libro accoglie Little Free Library via Aliperti, 70 – Saviano (Na) nella rete nazionale del suo progetto di promozione del libro (consulta la mappa dei presìdi qui).

Lo scopo di tale Associazine, nata nel 2002 per volontà di otto editori, ovvero AddaBesaB. A. GraphisCacucciDedaloEditori LaterzaManniProgedit., è quello, nobilissimo e senza scopo di lucro, di “promuovere la lettura dei libri come strumento di crescita culturale e civile” (cfr At. 2 dello Statuto).

L’idea dell’editore Giuseppe Laterza, nel 2001, era proprio quella di mettere in rete il movimento per la promozione del libro e della lettura, già esistente nel territorio nazionale, coordinando le energie ed intercettando i  bisogni che vengono ‘dal basso’.

La nostra piccola biblioteca di quartiere è molto fiera di far parte di questo progetto, accanto a biblioteche, gruppi di lettura e tutte le altre realtà che compongono il movimento per la promozione della lettura e del libro.

Vi invitiamo a consultare la Carta Dei Presìdi, perciò, che costituisce il documento programmatico che anche Little Free Library di via Aliperti n. 70 – Saviano (Na), si impegna a rispettare, condividendone i principi.

Il prossimo obiettivo è quello di individuare un PROGETTO TEMATICO, per il nuovo anno, da realizzare tutti insieme, nello spirito di condivisione che contraddistingue ogni nostra iniziativa e , più in generale, il nostro amore per i libri e la lettura.

Grazie a quanti hanno sostenuto la nostra piccola biblioteca di quartiere, credendo possibile che, da una piccola casetta di libri, potesse iniziare una bella avventura.

Francesco, il Divino, l’Amore. Riflessioni di Bartolomeo Di Giovanni (Theo Jhon#Scalzo44).

Vi proponiamo, qui, le riflessioni di Theo Jhon#Scalzo44 su Francesco d’Assisi, sul significato dell’Amore, sul rapporto con il Divino e molto altro ancora.

Un dono per tutti gli amici di questo Cafe, da parte di un Autore, già nostro ospite, che apprezziamo molto.

Grazie a Bartolomeo Di Giovanni.

“In Francesco ritrovo il compimento dell’Amore, della coscienza libera che, dopo il passaggio nel mondo della materia, lo ha trasvalutato senza passare dalla analisi, ma attraverso prove dicotomiche, dove ha prevalso l’essenza dell’uomo.

Per cosa è stato creato l’uomo?

Non potremmo arrivarci, se non attraverso finestre che si aprono nel petto per mezzo di sassi che si scagliano con violenza. L’uomo potrebbe trascendere, oltrepassare tutto ciò che si affretta a costituirsi come momento di estasi ma si conclude con il vuoto nel vuoto.

Francesco passa dalla ricchezza materiale alla ricchezza dello spirito grazie al sentimento che percepisce e che non potrà spiegare se non con le lodi verso la meraviglia della natura.

Francesco è la storia compiuta del Qohèlet (1) insieme al Cantico dei Cantici biblico. Da un lato, la saggezza, la consapevolezza che “Tutto è vanità” e “c’è un tempo per ogni cosa”, che tutto sembra essere inutile, ma dobbiamo chiederci se Qohèlet sia “pessimista”, “realista” oppure un uomo disilluso…

Assolutamente è altro. Francesco comprende che esiste una legge (Dio) imprescindibile dalle “scelte umane”, dal volere dell’uomo che è sempre in corsa, ma tutto è fumo, il vero senso è la percezione interiore del divino, ecco realizzarsi dopo tante peripezie la conquista o, per dire meglio, la presa di coscienza dell’Amore eterno, che inizia qui sulla terra per continuare aldilà della vita.

Oltre la vita, ha un senso Dio?

Oltre la vita sicuramente, scientificamente parlando, ci si trasforma, non sappiamo di un Regno se non lo sperimentiamo prima nel nostro Microcosmo, riflesso Macrocosmico.

Sulamita ed il suo Amato si riconoscono come due enti che reciprocamente si respirano. Quindi, attraverso la presa di coscienza che la vita senza Grazia è nulla, attraverso il sentire l’Amore, si realizza il progetto enigmatico della esistenza.

Francesco e Chiara, trasvalutano il corpo e si vivono con i mezzi del corpo, in anima. Il guardarsi è il donarsi luce e scrutare l’uno l’essenza dell’altra, amore che non ha inizio né fine, ma comprensione e accoglienza dell’esserci.

Francesco lascia, non dimentica,  ed inizia pietra su pietra a restaurare la propria anima, com-prende il valore del donar-si e dell’accoglienza.

La scoperta dell”Essenziale necessario per vivere, la collaborazione con chi ha lasciato tutto, ed il prosieguo amoroso con Chiara, fa sì che Francesco, affacciandosi dalla vetta della vita, si accorga che tutto fluisce, ma con gli occhi dell’Amore, e straripa la gratitudine verso il Divino per la preziosità di tutti gli elementi donati.

Quanti Francesco? Quanti Chiara? Il mondo potrebbe cambiare se iniziassimo a considerarci Schegge divine, completate dalle note di quella “follia” tanto declamata oggi, altro non è se non Amare…”

1- Qohèlet : participio femminile dall’Ebraico Antico. Il significato corrisponde a “colei che accoglie” o adunanza.

L’immagine in evidenza è gentilmente concessa da Theo Jhon.

 

4 ottobre, San Francesco d’Assisi.

«Altissimu, onnipotente, bon Signore, tue so’ le laude, la gloria e ‘honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli che ‘l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali;

beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate»

«Altissimo, Onnipotente Buon Signore, tue sono le lodi, la gloria, l’onore e ogni benedizione.

A te solo, Altissimo, si addicono e nessun uomo è degno di menzionarti.

Lodato sii, mio Signore, insieme a tutte le creature, specialmente il fratello sole, il quale è la luce del giorno, e tu tramite lui ci illumini. E lui è bello e raggiante con un grande splendore: simboleggia Altissimo la tua importanza.

Lodato sii o mio Signore, per sorella luna e le stelle: in cielo le hai formate, chiare preziose e belle.

Lodato sii, mio Signore, per fratello vento, e per l’aria e per il cielo; quello nuvoloso e quello sereno, ogni tempo tramite il quale alle creature dai sostentamento.

Lodato sii mio Signore, per sorella acqua, la quale è molto utile e umile, preziosa e pura.

Lodato sii mio Signore, per fratello fuoco, attraverso il quale illumini la notte. È bello, giocondo, robusto e forte.

Lodato sii mio Signore, per nostra sorella madre terra, la quale ci dà nutrimento e ci mantiene: produce diversi frutti variopinti, con fiori ed erba.

Lodato sii mio Signore, per quelli che perdonano in nome del tuo amore, e sopportano malattie e sofferenze.

Beati quelli che sopporteranno ciò serenamente, perché saranno premiati.

Lodato sii mio Signore per la nostra morte corporale, dalla quale nessun essere umano può scappare, guai a quelli che moriranno mentre sono in situazione di peccato mortale.

Beati quelli che la troveranno mentre stanno rispettando le tue volontà. La seconda morte, non farà loro alcun male.

Lodate e benedite il mio Signore, ringraziatelo e servitelo con grande umiltà.»

San Francesco d’Assisi, Cantico delle Creature – 1226 circa.

 

foto dal web.

Tre libri da leggere per la Festa dei nonni.

Per la Festa dei nonni, che ricorre oggi 2 ottobre, vi  suggeriamo tre libri che raccontano storie nelle quali essi sono i protagonisti: Il melo del nonno, di Fatima Fernandez Mendez e Cecilia Varela, di Edizioni Primavera; Sai fischiare Johanna?, di Ulf Stark, edito da Iperborea e Il nonno che aggiustava i sogni,  di Uri Orlev,  pubblicato da Feltrinelli.

Si tratta di un albo illustrato, il primo, di cui vi  abbiamo parlato nella nostra recensione (leggila qui) apparsa su http://www.ilclubdellibro.it, una delle prime proposte di una casa editrice molto promettente, di Cervinara Irpina, Primavera Edizioni, rivolto ai bambini a partire dai tre anni.

Un libro da leggere per il potere della storia, ma soprattutto per quello delle immagini, che ci accompagnano  in un viaggio alla scoperta della nostra memoria, della quale il nonno solo può essere il custode. Le bellissime illustrazioni accolgono il lettore in un mondo pieno di calore ed affetto speciali, di cui solo i nonni sono capaci,  nel quale il piccolo protagonista della storia scoprirà l’immenso valore che nella costruzione della sua direzione esistenziale ha il legame con la sua famiglia.

38885469_950546775149310_3505018687373443072_n.jpg

38825253_1949723338391820_5668115649595965440_n

Il libro di Ulf Stark, edito da Iperborea, va tenuto nello scaffale più basso della vostra biblioteca perché è un classico della letteratura del Nord Europa, nella quale è specializzato l’editore italiano, scritto da un autore molto prolifico e amatissimo dai giovani lettori svedesi. Una storia pensata per lettori a partire dai sette anni, ma anche per i loro genitori, sull’importanza della figura dei nonni nel percorso di crescita dei propri figli e sull’importanza di coltivarne il rapporto. Ne abbiamo scritto approfonditamente nella nostra recensione apparsa su http://www.milkbook.it (leggila qui).

40380187_676756182679757_1060308566457450496_n

Il terzo libro che vi segnaliamo è Il nonno che aggiustava i sogni,  di Uri Orlev,  pubblicato da Feltrinelli.

Età di lettura: a partire da  8 anni – 126 pagine – prezzo: 9 euro

Una storia particolarissima, di un autore molto originale, vincitore del prestigioso Premio Andersen , tradotto in otto lingue.

Uri Orlev, nato a Varsavia nel 1931, sopravvive ai campi di sterminio e scriverà molti libri, alcuni dei quali trovano ispirazione anche da quella terribile esperienza.

La storia narra di Michael, un bambino americano di origini ebree che è costretto a lasciare gli Stati Uniti per tornare nel Paese natale dei genitori, Israele, per assistere, a Gerusalemme, il vecchio nonno, che vive da tempo solo.

9788807922398_quarta
foto dal web

Il rapporto tra Michael e suo nonno è tutto da costruire, ma i due si piacciono subito e saranno complici in  avventure bizzarre e nel mantenere fuori, dal loro straordinario mondo, tutto il resto . Un viaggio onirico, attraverso il quale il piccolo protagonista sentirà il nonno particolarmente vicino a lui, nella sua crescita fatta di piccoli successi, e che lo aiuterà a comprendere che i sogni sono “una leggera divergenza dalla realtà”….

Buona FESTA DEI NONNI!

 

 

Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare.

I PASTORI, Gabriele D’Annunzio. (da Alcyone, 1903)

Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare.
Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all’Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti
alpestri, che sapor d’acqua natia
rimanga ne’ cuori esuli a conforto,
che lungo illuda la lor sete in via.
Rinnovato hanno verga d’avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,
quasi per un erbal fiume silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di colui che primamente
conosce il tremolar della marina!

Ora lungh’esso il litoral cammina
La greggia. Senza mutamento è l’aria.
Il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquìo, calpestìo, dolci romori.

Ah perché non son io co’ miei pastori?

La notte delle stelle cadenti.

X agosto *

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh!, d’un pianto di stelle lo innondi
quest’atomo opaco del Male!

GIOVANNI PASCOLI, da Myricae

 *prima edizione originale del 1896, questa poesia fu composta da Giovanni Pascoli in memoria del padre Ruggero, assassinato in circostanze misteriose proprio il 10 agosto nel 1867, giorno di San Lorenzo. La poesia fu pubblicata per la prima volta ne Il Marzocco del 9 agosto 1896; successivamente venne inserita nella quarta edizione (1897) di Myricae, nella sezione Elegie.

Consigli…di viaggio per giovani vacanzieri!

Sarei curiosa di sapere che libro avete scelto come compagno di viaggio per le vostre vacanze, ma qui vorrei consigliarvi qualcosa da mettere nella valigia dei vostri figli!

Certo, tra  la dozzina di costumi “di ricambio”, le scarpe per i più svariati usi ed occasioni, e tanto altro ancora, lo spazio residuo rischia di essere davvero poco ma, non si può partire senza almeno un bel gioco ed alcuni libri!

Il gioco: IL LABIRINTO DELLA GENTILEZZA di Giochi Tante Storie di Viviana Hutter.

Per riscoprire pratiche di gentilezza,  più e meno comuni, che la vita frenetica di tutti i giorni ci costringe a ritenere superflue, perdetevi pure in questo “labirinto” insieme ai vostri figli, agli amici vecchi e nuovi con cui trascorrerete le vostre ferie.

La gentilezza è un valore praticabile o desueto e relegato ad ambienti manieristici d’altri tempi? Ci viene chiesto di essere performanti, veloci, produttivi, precisi,  ma…..se fossimo anche gentili?

Il gioco di Tante Storie si propone questo inconsueto obiettivo. E’ contenuto in un tubo di cartone che, lasciando scatenare la fantasia dei più piccoli, si presta ad essere un cannocchiale del più cattivo dei pirati o un telescopio per vedere le stelle, ed è formato da un tabellone, con disegni coloratissimi, sul quale si muovono pedine, al ritmo di un dado.

 

Non lasciatevi ingannare dalla forma tradizionale, Il Labirinto della gentilezza è un gioco dinamicissimo, adatto ai grandi e non solo ai bambini, educativamente divertente!

Ci farà stare con il naso all’insù, a vedere che forma hanno le nuvole ma, soprattutto, ci farà praticare gentilezza  verso  tutto ciò ci circondi, senza alcuna esclusione:  verso il pianeta,  le piante,  gli animali e, allora, saranno carezze o biscottini per i nostri cuccioli, o refrigeranti innaffiature alla nostre amiche nei vasi, dipende da dove ci porterà il dado. Chiunque sia il vincitore, al termine di questo poetico gioco, tutti saranno soddisfatti per essere stati gentili con chi, magari, non lo erano stati da tanto. Consigliato per chi voglia passare del tempo insieme ai propri cari giocando, complice la vacanza, e riflettendo anche sulla necessità di ripensare il modo che abbiamo di interagire gli uni con gli altri.

 I libri:

 

LE STREGHE DI BENEVENTO, Edizioni Primavera. (se vuoi saperne di più sul libro clicca qui)

KATITZI, Iperborea Edizioni. (per leggere la nostra recensione clicca qui)

L’ORSO PUDDINGTON, Mondadori.

Durante le vostre vacanze vi consiglio, innanzitutto, di leggere insieme a i vostri figli, qualsiasi libro che possa piacere. Trarre piacere dalla lettura è fondamentale per nutrire ogni tipo di lettore. In vacanza, poi, abbiamo “tutto il tempo” di farlo: il nostro alibi quotidiano alle mancate letture, in questi giorni, è destinato a cadere!

C’è un filo conduttore che lega la piccola Katitzi all’orso giunto a Londra da lontano e alle storie sannite sulle Janare. Si tratta di un filo che vale la pena di riconoscere e seguire per capire dove possa portarci. Sono storie di avventura, appaiono tra di loro differenti, ma tutte narrano  la diversità, quella che riconosciamo negli altri , ma anche in noi stessi per qualche ragione . La diversità può assumere le forme più svariate: un cappello troppo vistoso, il colore dei capelli  o della pelle, perfino una leggenda misteriosa che conosciamo soltanto noi può renderci diversi o, meglio, unici.

Sono pagine per chi voglia trarre dalla lettura, non solo intrattenimento, ma anche un messaggio di riflessione su temi attuali da sempre. Le storie dei loro protagonisti accompagnano il lettore, giovane o adulto che sia, in un percorso che porta all’accoglienza del nostro prossimo, per quanto diverso ci possa apparire, perché spiegano la tristezza di chi subisce la discriminazione.

I dispetti delle Janare, poi, schiuderanno l’uscio di una cultura popolare ricchissima e che ben merita di oltrepassare i confini dell’Appennino campano e, magari, chissà, potrebbero anche condurvi dritti dritti alla scoperta di  Benevento!

Insomma, nella valigia dei nostri bambini, cerchiamo di infilare anche, tra le mille cose che serviranno a trascorrere le nostre vacanze, la voglia di scoprire, di conoscere e di accogliere. BUONE VACANZE!

FOTOSINTESI ITINERANTE di Bartolomeo Di Giovanni.

FOTOSINTESI ITINERANTE è una meravigliosa raccolta di poesie, edita da Rupe Mutevole nel maggio di quest’anno.

Tema conduttore è l’Amore, in tutte le sue molteplici implicazioni, ma non solo.

La raccolta si apre con una dedica agli affetti più cari dell’Autore, certezza nella sua vita, e vere e proprie colonne portanti capaci di  reggere  anche alle scosse di maggiore magnitudo. Il libro prosegue con una corposa introduzione che ne spiega la genesi.

La creazione  artistica è sempre frutto di un phatos, di un’esperienza vissuta intensamente e tanto più profondi saranno i segni lasciati  nell’animo dell’artista da questo “sopportare”, tanto più incisivo sarà l’effetto sul fruitore.

Il lettore di Fotosintesi Itinerante, perciò, si prepari a mettersi in gioco fino in fondo, a non risparmiarsi nulla, ad essere scosso, accarezzato, vergato ed infine baciato, condotto in un viaggio in cui il dolore è solo il mezzo di trasporto, e la meta sarà il proprio ritrovarsi, ma con animo nuovo, finalmente capace di ricongiungersi alla sua parte più vera, dove albergano valori e sentimenti antichi come la sua stessa venuta al mondo.

Sì, perché la poesia di Theo Jhon ci scuote per liberarci da inutili conformismi , ci esorta ad allontanare gli stereotipi massificanti del nostro tempo, a curare la nostra identità più vera, ma è soprattutto portatrice di valori tradizionali.

L’Amore per il Poeta Scalzo è innanzitutto fedele, due soli possono essere i protagonisti della storia, tertium non datur, esige impegno, dedizione, cura , concetti considerati obsoleti da chi crede di vivere nella modernità.

La Poesia, per Theo Jhon,  è sentire vivo e pulsante di un’umanità che , oggi più che mai, si  perde nelle proprie miserie, ma conserva il suo alito vitale,  la sua attitudine a congiungersi all’Universo, perché è di questo che è fatta. I desideri, oggi, come sempre, sono fatti di materia celeste, questo non dobbiamo dimenticarlo.

Il poeta per Bartolomeo Di Giovanni è SCALZO, perché vuole sempre mantenere un contatto profondo con l’esistenza ed è capace di percorrerne il sentiero, qualunque sia la sua conformazione. Il suo passo è sicuro e live, ma anche difficile nel suo incedere quando gli ostacoli si frappongono inaspettati. I poeti hanno occhi da bambino perché vivono e rivivono mille e mille volte ancora e, ogni volta, rinascono, guardando il mondo con nuova purezza e ” […] Il tuo nome nonostante tutto, lo troverai sempre nel loro cuore. Ecco i poeti” ( da Poeti come Bambini pag. 73, Fotosintesi Intinerante).

L’ultimo lavoro di Bartolomeo Di Giovanni  lascia il lettore con una certezza:  al mondo c’è  assoluto ed urgente bisogno poesia per ritrovare noi stessi e la nostra natura più profonda.

 

Viaggio alla scoperta del mondo.

O Menino e o Mundo, di Ale Abreu, arriva nelle nostre sale grazie a CINETECA DI BOLOGNA, che ne è distributore per l’Italia, e che lo propone, nell’ambito del progetto Il Cinema Ritrovato al cinema, al pubblico più giovane, cogliendo il desiderio di molte famiglie di aver accesso a film per bambini che vadano al di là di quelli mainstream.

O-Menino-banner

Il mondo alla cui scoperta va il Menino è il Brasile, ma per estensione, è il  globo intero, con le sue straordinarie bellezze,  e con le sue tante storture, frutto soprattutto dell’industrializzazione prima, della globalizzazione, poi. In questo mondo , per lo più ostile, Menino si ritrova per ricucire uno strappo profondo, quello lasciatogli dal padre partito per andare a lavorare lontano. E’ in questa assenza che, sostanzialmente non si colmerà mai, che si sviluppa il viaggio e prende forma il mondo.

Menino_Mundo_14

 

Il titolo, infatti, comparirà solo dopo questa separazione, a sottolineare la rottura tra il prima ed il dopo, tra ciò che ci appartiene e l’esterno.

La realtà, vista dagli ogni di un bambino, è deformata ludicamente: tutto è gioco ed offre infinite possibilità di sperimentazione. Anche i pericoli, sono riletti con leggerezza, con spensieratezza…macchine infernali diventano animali selvaggi agli occhi dell’infanzia.

E’ un film molto lontano dalle logiche degli STUDIOS americani, anche se, dopo aver vinto numerosissimi premi in tutto il mondo, ottiene una nomination all’Oscar nel 2016 come miglior film di animazione.

estrenos-semana-trailer-nino-mundo-2013-1455723750487

Colpisce la forza delle immagini, nate da un tratto volutamente fanciullesco, attraverso il quale il regista vuole comunicare la sensazione di libertà che sperimentano i bambini quando disegnano. Le scene sono frutto di una composizione di più tecniche, tutte tradizionali: si disegna con pastelli, colori a cera, pennelli e a queste tecniche si aggiunge il collage, per realizzare tutte le tavole che comporranno il film.

menino-mundo-161

Il regista, nato a San Paolo nel 1971, per il quale dipingere è vita sin dalla prima infanzia, una preziosa chiave di lettura della propria esistenza, spiega,  nell’intervista che si può ascoltare nei contenuti extra del dvd, di essersi imbattuto nel Menino, lavorando ad un documentario sulla storia dell’America Latina, studiando le musiche di protesta degli anni Sessanta e Settanta . Ritrova a quel tempo un albo della propria infanzia, all’interno del quale rivede lo schizzo di un personaggio che, rimaneggiato, sarà il protagonista del film.

ale-abreu-o-menino-o-mundo

La colonna sonora, poi, è particolarissima. Le percussioni del Brasile non hanno pari nel mondo, la loro è una forza unica, tutto può creare suono, ritmo, melodia. Le sonorità  sono quelle delle percussioni create da strumenti tradizionali, ma anche da rumori di oggetti del quotidiano, fino ad arrivare alle percussioni del corpo, realizzate dal gruppo sperimentale  Barbatuques e ai suoni gutturali di Nanà Vasconselos. Il suono si fa protesta, con il rapper brasiliano Emicida  perché il film  contiene un messaggio politico, svelato dallo stesso regista, ovvero decidere qual è il nostro posto nel mondo che abbiamo creato e come vogliamo che questo  sia in futuro.

La musica è un componente molto importante de O Menino e o Mundo, non solo per la scelta dell’assenza dei dialoghi, fatta per evidenziare l’incapacità dei bambini di comprendere i discorsi degli adulti, sebbene  siano perfettamente in grado di percepirne i  loro contenuti, ma soprattutto perché è un tutt’uno con le immagini .

Una curiosità sull’unico dialogo che si ascolta nel film: è portoghese pronunciato al contrario, il linguaggio degli adulti è universalmente incomprensibile e svincolato da un contesto di appartenenza.

Come va a finire il viaggio del Menino?

Ci sono viaggi che non finiscono mai. Buona visione.